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Calliope

Calliope
Inno all'arte che nel nostro sangue scorre.
Visualizzazione post con etichetta Luigi Violano. Mostra tutti i post
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martedì 5 giugno 2012

Modus essendi di Luigi Violano

Sento la poesia
prima della vergogna,
sorrido al dolore con le lacrime
ferme sullo sguardo.
Quello che voglio
è dentro di me,
deve scoprirlo chi mi sta accanto.
Prego Dio inginocchiato davanti
agli occhi di una donna,
prego non perchè
quegli occhi siano miei,
ma solo per averli al mio fianco.
Amo follemente le donne,
anche quelle
che chiamano puttane.
Si, le amo
perchè anche loro
hanno una storia da raccontare
ed un cuore vero da regalare
tra un cliente e l'altro.

domenica 3 giugno 2012

Risveglio di Luigi Violano

Con i tuoi occhi
sveglio i miei mattini,
respiro al ritmo dei tuoi respiri
e stendo soli ad asciugare
sulle corde tese della tua paura
che svanisce nella pellicola protettiva
del mio abbraccio.
Se sto con te, non è tempo
di tenebre lacrimate,
ma di sorrisi e vivere.
I sogni li ho tirati fuori
dal cassetto
rammentando le speranze recise
dal tarlo di quel ch'era ieri.
Sono nuovo, polvere d'oro che beve
al bicchiere perlato d'Apollo,
mentre narra di se', mendicante
di ciò che il trambusto mondano trascura,
ma l'anima mia trasumana
rivestendolo di versi sciolti.

venerdì 1 giugno 2012

Lacrime d'inchiostro di Luigi Violano

Avrei voluto solo starti accanto,
coprire i tuoi vuoti
coprendo anche i miei
col respiro dell'anima
in via d'estinsione,
ma infondo mi sei rimasta solo
un sogno irrealizzato.
Ho amaro e secco il labbro,
ho il cuore solo e rotto
che perde calde lacrime dalla crepa scavata
sul retro del miocardio
per via d'un antico dolore.
Forse, posso solo sopravvivere,
piangere quando la solitudine m'assale
e prendemi alla gola con omicida mano
per farmi consapevole
che per me non è lecito
neppure pensarti un istante.
Ora, so solo piangere d'inchiostro
questa pena:
è lei l'unica speranza
che mi resta ancora
a tenermi compagnia,
a darmi senso,
a farmi vivere!

giovedì 31 maggio 2012

Inno a Venere - tra lacrime e grazia di Luigi Violano

La vita mi ha detto buongiorno,
poi mi ha mostrato i tuoi occhi ,
erano lucidi, avevano appena
finito di parlare col dolore di una pena
troppo amara: una spada
conficcata nel miocardio
da troppe stagioni ormai.
Facevano fatica quei due fari
a deglutire la realtà indigesta ,
restavano legati al nodo
che si stringeva alla gola
fin quasi a soffocarti.
Cercavi nell'angoscia
un altro sguardo amico
per colorare il tuo guardare
dell'azzurro del cielo
che standoti di fronte t'incrociava
facendo da specchio al tuo patire infinito.
Eri tu che t'aggiravi sulla via,
mendicando un abbraccio
per ravvivare il tuo umore in frantumi.
Sì, la riconobbi presto
quella grazia nei modi,
una grazia solo tua.
Quella grazia che attendo
spogliata dal peso dei tuoi anni
troppo distanti dalle mie giovanili primavere.
Vivo all'angolo della tua strada
intersecando la mia storia con la tua
per far di due una pena soltanto.
Sto qui, prego in ginocchio,
tremo ogni qual volta tu
mi passi in mente
e non so ancora spiegarmi perchè
questo miscuglio d’emozioni m’ accade
solo con te così frequentemente.
Quale onore grandioso mi dai
di contemplarti, luminoso smeraldo
che al petto porto appeso
come s’appende, di notte,
la luna all’occhiello della volta celeste.
Ti guardo nel silenzio
del mattino appena sveglio
esultando di gioia dinanzi al luccichio
dell'esser tuo
che ad ogni mio parlar ruba la voce.
O tu che dell'umano perdi la sembianza
per somigliare ad angelo divino,
contempla l'armonia dell'universo
che tutto nel mio verso si racchiude
e si fa altare pronto a celebrar
la tua bellezza e gl'infiniti doni
che ti fece Iddio , Sommo modello
di virtù perfetta.
O anime ferite
che pure d'umana finitudine
foste impastate, venite ad ammirare
questa Venere per attingere
da sua beltade ciò che per vostro cuore
è medicina che ridà salute.
Ave divino Apollo che Vergine di sittanto splendore
ponesti in alto loco ad ascoltare
il mio umile priego,
degnati di donare a lei
ancor altra bellezza ponendola
in ancor più alto grado.
Io, pover uomo, resto innanzi
alla sua grazia folgorato
lodando Dio perchè Colei
a Lui mi riportò quando smarrii,
d'un tratto, la retta via
che l'uomo, creatura,
rannoda alla divinità
del suo Creatore.

Omaggio galante di Luigi Violano

Versami l'anima
dentro il lenzuolo azzurro
della notte,
mentre ti canto il vivere
in un soffio di vento
ed alla tenera tua mano affusolata
inchinasi un bacio lieve
mio accorato a farti omaggio,
vergine fanciulla.

lunedì 28 maggio 2012

Versi d’amore sciolti alla finestra di Luigi Violano

Lasciami un pezzo
di luna nuova da guardare,
non portarti via il cuore
che la sorte mi ha dato da scaldare.
Stattene quì, all'ombra dei
miei versi sciolti al sole
estivo.
Sentimi nel profondo di questo
pomeriggio di quasi estate,
la senti la mia vita battere?.
Resta ancora un po’,
fammi compagnia stesa
alla destra del mio fianco amante
avvolto nel raso rosso fuoco.
Slega dall’anima la tua passione,
falla scorrere lenta
nel mio petto liquido.
Prendilo tu il fiore
dei miei anni giovanili
appena sbocciati nei campi di grano,
tienilo con te e non sciuparlo
come fa l'autunno
quando ammazza i sogni
e li nasconde sotto un manto
di foglie secche,
ridandomi indietro soltanto
un infinito mare di silenzio sordo .