Dune a scendere
e rivoli di sabbia gialla
cotta da un sole distruttore,
e rivoli di sabbia gialla
cotta da un sole distruttore,
si perde l’occhio
tra un vuoto d’assoluto
sfibrato dal furore dei raggi.
Ballano le onde
di calore verso il cielo
come odalische nella casbah,
mentre il vento
fruscia con voce lieve
e intona una canzone antica.
Pochi i rumori
che saltano nell’aria
a scuotere silenzi ancestrali,
crepitii soffusi
e il ronzare d’insetti
in disperata voglia d’ombra.
Passi di sahara
a prendersi il sonno,
a regalare attimi giovanili,
è il mio sogno
a volare tra i ricordi
d’immagini ormai distorte.
tra un vuoto d’assoluto
sfibrato dal furore dei raggi.
Ballano le onde
di calore verso il cielo
come odalische nella casbah,
mentre il vento
fruscia con voce lieve
e intona una canzone antica.
Pochi i rumori
che saltano nell’aria
a scuotere silenzi ancestrali,
crepitii soffusi
e il ronzare d’insetti
in disperata voglia d’ombra.
Passi di sahara
a prendersi il sonno,
a regalare attimi giovanili,
è il mio sogno
a volare tra i ricordi
d’immagini ormai distorte.

gli uccelli di aprile vanno al paradiso,
sono grilli quelli che pettinano violini con permesso,
si escludono per il viaggio le gemme e scarpini.
L'oscura chiarezza entra ai tuoi confini,
abbaglia nel tuo cotone l'oro del tuo ricciolo
che culla nelle sue tenerezze la notte con incantesimo,
si ascolta in dolce sogno cantare a serafino.
Assente nel concerto spingi il ciglio
ed occulti i turchesi festivi della tua aurora,
traversina collochi corona alla montagna.
Aperta la tua ciliegia si alza seduttrice
e calma la nostra sete di vita nella tua capanna.
Presenti e lontani in astro che si ignora.
© Maurizio Trapasso - 30.06.2012