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Calliope

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Inno all'arte che nel nostro sangue scorre.

giovedì 10 gennaio 2019

-Rebecca, la fatina dei ghiacci- di Annalisa Tacoli

La fata Rebecca abitava sulle montagne, molto in alto, fra ripide pareti di roccia: viveva in una grotta che era stata scavata nella pietra da antichi ghiacciai.
La sua grotta era molto ben arredata: aveva un letto di ghiaccio, un tavolo di ghiaccio, delle sedie tutte di ghiaccio... Nella sua casa tutto brillava come uno specchio perché il suo mobilio era scolpito nel ghiaccio!
Lei viveva lassù ed era molto felice perché amava i ghiacci. Era una fata speciale.
Ci sono fate dei boschi, fate dei laghi, fate dei fiumi... lei era una fata dei ghiacci.
Era bella, bionda con gli occhi azzurri e, come molte fate, amava e difendeva la natura. Ma a lei era stato assegnato un compito veramente difficile, doveva proteggere i ghiacciai.
I ghiacciai, a causa delle variazioni del clima terrestre, si stavano sciogliendo per il troppo caldo e lei, con tutte le sue forze e le sue magie, doveva cercare di rallentare questo processo drammatico e ormai irreversibile.
Chiamava i venti del nord perché raffreddassero l'aria, chiamava le tempeste di neve perché aumentassero lo strato nevoso ma, niente da fare, il ghiaccio continuava a sciogliersi e i ghiacciai diventavano sempre più magri e sottili.
Anche il suo amico orso bianco era preoccupatissimo, ormai non poteva più giocare sul ghiaccio, al posto delle lastre bianche e gelate che amava tanto, adesso c'era solo una slavina di sassi grigi e scivolosi.
Persino le renne che la accompagnavano nei viaggi per il regno del nord non riuscivano più a tirare la sua bella slitta dorata, il ghiaccio si scioglieva e i loro zoccoli si impantanavano nel fango gelato.
La fatina dei ghiacci non sapeva più che fare, i suoi poteri non erano sufficienti a risolvere il problema, doveva almeno cercare di limitarne i danni...
Pensò allora di tentare il tutto per tutto: rivolgersi al mago più potente ma ahimè anche più cattivo di tutto l'universo, il tremendo Diabolicus!
Lui con un solo gesto aveva il potere di congelare il mondo intero, e certo non aspettava altro! 
Ma era necessario che non esagerasse e poi non doveva assolutamente sospettare che fosse un’opera a fin di bene... per la salvaguardia dei ghiacciai!
Se no, non avrebbe mai preso l’impegno!
Fatte le dovute considerazioni, la fata dei ghiacci decise comunque di tentare l’impresa.
Chiamò le sue fidate renne e, nonostante le incognite del viaggio, si mise in cammino. Si trattava di raggiungere gli estremi limiti del mondo conosciuto...
Viaggiarono giorni e giorni, sempre sotto quel sole che minacciava pericolosamente i ghiacci, finché raggiunsero il regno delle nevi perenni. 
Anche questo era ormai ridotto ad un piccolo spazio ma era ancora l’unico angolo di mondo che il sole non potesse raggiungere. Là abitava Dabolicus.
La sua dimora era una specie di bunker freddo e isolato dal mondo. 
Erano anni che lui non metteva il naso fuori di casa così, quando vide arrivare degli estranei, ne fu molto seccato. 
"Cosa venivano a fare nel suo regno quegli scocciatori?! Quegli ospiti che nessuno aveva invitato?"
Poi però, quando vide la fata Rebecca, si calmò un poco: Rebecca era la sua nipotina preferita e, per quanto lui fosse scontroso e malefico, per lei aveva una certa simpatia....
Nonostante ciò, uscì di casa urlando con una voce che sembrava il rotolare di una valanga, con tanto di scricchiolii e gemiti orribili: "Che cosa voleeeeete? Che coooosa siete venuti a faaaare qui nel mio regnooooo!?!"
Rebecca che conosceva bene quel suo caratteraccio, cercò di blandirlo....
"Tu sei fortissimo, sei il più potente dei maghi, puoi fare tutto quello che vuoi... se vuoi... Io sono qui per chiederti di aiutarmi..." 
E gli spiegò il suo piano.
Insomma finì per convincerlo e, a dire il vero, anche abbastanza facilmente, a... raffreddare, con i suoi diabolici poteri, tutti i ghiacciai del pianeta! 
Diabolicus, nel suo laboratorio sotterraneo, conservava, in certe strane bottiglie, tutte le più tremende intemperie, già belle e pronte per essere stappate: tempeste, tornado, tifoni, cicloni, trombe d'aria, tsunami... aveva di tutto, proprio di tutto ma ahimè, non se ne era accorto, aveva finito la neve! 
Non ne restava neanche un fiocchetto! Guardò dappertutto, niente! Niente neve! Tempeste di neve, bufere, tormente... cristalli di ghiaccio?
Aveva finito tutto, anche i ghiaccioli: con il caldo della scorsa estate, anche lui aveva dovuto tenere in fresco il suo piccolo regno...!
Folle di rabbia lanciò i più violenti tornado, tempeste tropicali, venti impetuosi, piogge battenti, persino degli tsunami veramente disastrosi...
Le città più importanti emisero allerte gialle, arancioni, perfino rosse...
Per giorni e giorni venti e piogge infuriarono sul pianeta ma poi ritornò il sole... e i ghiacciai ricominciarono a sciogliersi.
Niente neve, niente ghiaccio, i ghiacciai erano sempre più in pericolo...!
Neppure il tremendo Diabolicus era riuscito a raffreddare il pianeta! 
I bei ghiacciai delle montagne erano ormai condannati a sciogliersi pian piano, inesorabilmente!
Fata Rebecca, triste e delusa, tornò alla sua casa di ghiaccio: le sedie, il tavolo, il letto... tutto cominciava già a sgocciolare. Dai suoi occhi azzurri scese una grossa lacrima... Una volta si sarebbe ghiacciata subito facendole brillare lo sguardo... ma ormai anche le sue lacrime si scioglievano al sole!!!

@Annalisa Tacoli Autrice della Settimana gennaio 2019 Anima di Vento
Imm. dal web


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