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Calliope

Calliope
Inno all'arte che nel nostro sangue scorre.

giovedì 31 maggio 2012

Daniela Straccamore
La tua voce

Mi sono svegliata pensando di te, nella mia mente cerco di mettere a fuoco la tua immagine ma non ci riesco.
Al tuo viso così caro così bello, si sovrappongono altre immagini.
Ti scrivo queste frasi per dirti ciò che a voce non ti dirò mai, vorrei dirti tante cose ma non so se puoi capirmi.
Forse penserai che sono matta, si, senz’altro lo sono, ma cosa importa?
Questo dolce sentimento che sta nascendo dentro di me, mi aiuterà a superare le traversie della vita. Non temere, non ti farò del male, rimarrò sempre nel mio angolino in disparte, l’amore è una cosa bella, importante, ma i nostri doveri sono ancora più importanti.
Vorrei vederti e dirti che mi piaci, ma questo già lo sai, allora perché ripeterlo?
Vorrei incontrarti ma ho paura, ma perché paura?
L’ho di te o di me?
Ma no, forse non l’ho di nessuno.
Ho voglia di ascoltare la tua voce, quanto mi è cara!
E’ una voce unica, inconfondibile, forse è la voce più bella che io abbia mai ascoltato, solo a sentirla mi esalto.
Forse non ò vero che è unica, ma a me piace tanto.
Vorrei incontrarti e stringermi tra le tue braccia, per un momento dimenticare tutto e tutti, sussurrarti dolci parole, abbandonarmi insieme a te per un momento all’amore e dirti “Ti amo”.
Ma no, che stupida parola ti amo, per me è la più insignificante che possa esistere nel linguaggio dell’amore.
A cosa servono le parole quando una stretta di mano, uno sguardo, un abbraccio, possono dire cento, mille cose di più?

Festa da "Lacrime che fanno male" ed. 1998


Festeggiamo insieme la morte
mammì
la conclusione
della vita delle sofferenze
e apriamo
la porta al cielo
Chiudiamo
il ciclo
del dolore sottile
che tutto oscura
e brindiamo
al dolore che uccide
Urliamo l’urlo dell’agonia
E lasciamola uscire dalle viscere
Vomitiamola
Lungo e velenoso serpente
dalle squame argentate e irritanti
vomitiamo il serpente
dalla lingua ispida
che tutto l’interiore
ha spalmato
della sua bava lattea
Vomitiamolo
e con esso
le ferite e le ustioni e il sangue
Brindiamo alla morte
alla morte che esce dal nostro essere
brindiamo al marcio
alla malattia
alle ulcere dell’anima
Brindiamo alla morte
che
sazia
esce da noi e ci conduce nei suoi territori
Lontani dai nostri
Lontani
Brindiamo alla nostra morte
mammì
Che il dopo sia luce
Sia pace
Sia vita.

Inno a Venere - tra lacrime e grazia di Luigi Violano

La vita mi ha detto buongiorno,
poi mi ha mostrato i tuoi occhi ,
erano lucidi, avevano appena
finito di parlare col dolore di una pena
troppo amara: una spada
conficcata nel miocardio
da troppe stagioni ormai.
Facevano fatica quei due fari
a deglutire la realtà indigesta ,
restavano legati al nodo
che si stringeva alla gola
fin quasi a soffocarti.
Cercavi nell'angoscia
un altro sguardo amico
per colorare il tuo guardare
dell'azzurro del cielo
che standoti di fronte t'incrociava
facendo da specchio al tuo patire infinito.
Eri tu che t'aggiravi sulla via,
mendicando un abbraccio
per ravvivare il tuo umore in frantumi.
Sì, la riconobbi presto
quella grazia nei modi,
una grazia solo tua.
Quella grazia che attendo
spogliata dal peso dei tuoi anni
troppo distanti dalle mie giovanili primavere.
Vivo all'angolo della tua strada
intersecando la mia storia con la tua
per far di due una pena soltanto.
Sto qui, prego in ginocchio,
tremo ogni qual volta tu
mi passi in mente
e non so ancora spiegarmi perchè
questo miscuglio d’emozioni m’ accade
solo con te così frequentemente.
Quale onore grandioso mi dai
di contemplarti, luminoso smeraldo
che al petto porto appeso
come s’appende, di notte,
la luna all’occhiello della volta celeste.
Ti guardo nel silenzio
del mattino appena sveglio
esultando di gioia dinanzi al luccichio
dell'esser tuo
che ad ogni mio parlar ruba la voce.
O tu che dell'umano perdi la sembianza
per somigliare ad angelo divino,
contempla l'armonia dell'universo
che tutto nel mio verso si racchiude
e si fa altare pronto a celebrar
la tua bellezza e gl'infiniti doni
che ti fece Iddio , Sommo modello
di virtù perfetta.
O anime ferite
che pure d'umana finitudine
foste impastate, venite ad ammirare
questa Venere per attingere
da sua beltade ciò che per vostro cuore
è medicina che ridà salute.
Ave divino Apollo che Vergine di sittanto splendore
ponesti in alto loco ad ascoltare
il mio umile priego,
degnati di donare a lei
ancor altra bellezza ponendola
in ancor più alto grado.
Io, pover uomo, resto innanzi
alla sua grazia folgorato
lodando Dio perchè Colei
a Lui mi riportò quando smarrii,
d'un tratto, la retta via
che l'uomo, creatura,
rannoda alla divinità
del suo Creatore.

La parola nella mano scivola da Sulla scia ed. 2010 copyright Annamaria Vezio

Confusa un'idea si arrotola
sciolta nei colori della mente
muta si confonde
Balbetta un pensiero
in cerca di parole
per poter parlare
per poter dire
per poter fare
Una parola, una parola
che apra la strada
che entri nel varco
e racconti l'anima
e libera la spinga
fuori dal labbro
e faccia fluire il discorso
di questa mente muta
troppo pregna di idee
grandi, troppo grandi
per diventare parole
La parola nella mano scivola
Nella mente i colori si fondono
e nella larghezza delle idee
silenziosi planano.

Non mi importa di Renato Fedi

Indossa un velo a scendere
l’incedere del giorno verso la sua branda
e fa cortina all’ore dei folletti,
pronti a spargersi tra il dormire e il nulla.

Non mi importa della notte,
è uno scricchiolio agganciato tra i letarghi
di questo ragionare a vuoto,
di questa mente che estenuata si disossa.

Ora langue il vivere confuso,
segna a gesso nero le rughe del cammino
e l’orizzonte lento si denuda,
ripiega se stesso cedendosi a una gabbia.

Non mi importa della notte,
è un equilibrista che non ritrova il circo
e senza fune gira tra le idee
portando ad accessorio un mio risveglio.

I MATTI di Francesco Ferro

Muti e assorti,
fissano pensieri,
strani ricordi da raccontare.
Guardano il punto e osservano
Scorrendo momenti di vita.
Nei loro occhi che risplendono
riflettono raggi di vita,
raggi di speranza.
Con un soffio liberano il cielo 
rivedendo le stelle.

MESSINA 21.03.2012

RINCORRI UNA STELLA di Francesco Ferro

Voglio rincorrere una stella,
la sua luce e la sua vita,
voglio soffiare sulle nuvole
per farle sparire,
voglio aspettare il buio
per rivederla brillare
e ricominciare a inseguirla.

Palermo 21.03.2012

Parole in viaggio di Francesco Ferro

Una penna,
un’agenda con fogli bianchi,
bianchi e vuoti 
come la mia mente.
Fogli che iniziano 
a sporcarsi d’inchiostro
e a riempirsi di parole
cosi come la mente di pensieri.
Ecco sono dentro una stazione
di periferia, 
in attesa di un treno 
che porta perenne ritardo 
ed inizia il viaggio 
dei miei pensieri sui fogli bianchi.
Per una volta non sono io 
Ad essere in ritardo.

Milano STAZIONE CENTRALE, in partenza per la premiazione di Firenze 13.04.2012

Si parte dal dolore…di Maria Allo

Si parte dal dolore…

si parte dal dolore del mondo
dove contano i gesti
le parole in libertà
incise su arene di fuoco
per noi espropriati
tra il sonno e la veglia
a ricercare suoni
*
si parte da lontananze
scese nel mutato cuore
immerso su bordi
lambiti dal silenzio
con echi di riflessi
saturi di presagi
*
si parte da un moto circolare
scalpita arde
fino a farsi tufo
nella brocca degli incensi
si annida
dentro fino al compimento
dopo le mareggiate
su fondali di mare
*
si parte da un tempo
intriso di dolore
smarrito dentro orbite vuote
cerchio di cielo impeto di venti
risuonano di gemiti le rive
demenza di parole
Erinni nelle menti
se troppo silenzio
o strepito di ali mi attraversa
un soffio di vento
da virgulti perlati
snoda
una sillaba piena
di tralci appena nati
neve di promessa
stralcio di luce
appena sussurrata
*
si parte da una balugine cieca
su cardini sconnessi
di fuochi spenti
che grondano frammenti
da invocazioni recise
di perdono
su marosi bianchi
come la nostra anima
da gemiti arcani
mani su varchi
che soffocano rugiade
*
si parte da foglie di quercia
che fluttuano
e si annodano al respiro
poi si accendono silenzi
nelle viscere stesse della terra
*
si parte da un’eco scomposta
che sostiene sulle spalle tutto il peso

nell’abisso del tempo
il suo dolore
e il mio

Omaggio galante di Luigi Violano

Versami l'anima
dentro il lenzuolo azzurro
della notte,
mentre ti canto il vivere
in un soffio di vento
ed alla tenera tua mano affusolata
inchinasi un bacio lieve
mio accorato a farti omaggio,
vergine fanciulla.

mercoledì 30 maggio 2012

Senza pianto


Non piango mai
i miei occhi non conoscono lacrima
le onde nere e gonfie
sono i flutti del mio cuore
Sono ganci i flutti neri
che afferrano le carni
le straziano ed angustiano,
l'anima trascinano
in larghi forni in cenere
Non piango mai
i miei occhi non conoscono lacrima
L'anima è un panno asciutto
che fra due mollette
appeso a un filo
impazzito sventola.
.

lunedì 28 maggio 2012

Versi d’amore sciolti alla finestra di Luigi Violano

Lasciami un pezzo
di luna nuova da guardare,
non portarti via il cuore
che la sorte mi ha dato da scaldare.
Stattene quì, all'ombra dei
miei versi sciolti al sole
estivo.
Sentimi nel profondo di questo
pomeriggio di quasi estate,
la senti la mia vita battere?.
Resta ancora un po’,
fammi compagnia stesa
alla destra del mio fianco amante
avvolto nel raso rosso fuoco.
Slega dall’anima la tua passione,
falla scorrere lenta
nel mio petto liquido.
Prendilo tu il fiore
dei miei anni giovanili
appena sbocciati nei campi di grano,
tienilo con te e non sciuparlo
come fa l'autunno
quando ammazza i sogni
e li nasconde sotto un manto
di foglie secche,
ridandomi indietro soltanto
un infinito mare di silenzio sordo .

domenica 27 maggio 2012

Ibisco


Cercavo allo specchio
del prezzemolo fra i denti
ma l’unghia s’è fermata
sul solco della fronte
Lo sguardo ha incontrato
la ruga della vita
nel punto più profondo,
è caduto nel ventre
nel centro della terra
laddove foglie di ibisco
han coperto nuovi nidi.

sabato 26 maggio 2012

Fiducia di Daniela Straccamore

  • Da queste labbra
    non pronunciare più
    la parola fiducia…..
    ... La usi
    troppo impropriamente.
    Falsi sorrisi,
    false promesse,
    false parole,
    fanno di te
    il falso
    più falso
    degli uomini.
    Non ha senso ciò che dici,
    non ha senso ciò che fai….
    Non pretendere rispetto,
    se sei tu il primo…….
    a non rispettare.
    Con maestria
    tiri acqua al tuo mulino.
    Persone come te?
    Fantocci da baraccone.

venerdì 25 maggio 2012

Emozioni in concerto ed. 2008 a Ludwig, mio figlio musicista

Hai voluto affondare
le tue dita nei tasti
di un pianoforte
per immergerti
con le tue note
e le mie parole
nella musica
che fu solo nostra
in quel pezzo di cielo
che sempre
respira con noi
Bambino mio
uomo
a cui diedi la vita
uomo
che mi rendi la vita
Sangue del mio sangue
che sempre
ci disseta.





Oggi 25 maggio alle ore 17,30
Annamaria Vezio presenta l'ultima opera di Lenio Vallati "Graffio d'Alba"
presso il bar letterario San Gallo in piazza della Libertà, 34 Firenze
introduce il presidente dell'Associazione Papini, Luigi Ciampolini e il presidente onorario prof. Enrico Nistri

Ci concederete la gioia della Vostra Presenza?
 L'evento si concluderà con un aperitivo 

Una luce per ogni cuore di mamma ed. 2008 copyright by Annamaria Vezio

  • Se a ogni ora cantassi
    le lacrime che non scendono
    dagli occhi asciutti e mesti
    di una mamma
    e se le raccogliessi, quelle lacrime,
    per ornare di perle ogni cuore di mamma
    Se a ogni ora portassi
    le perle raccolte
    per poggiarle teneramente
    su ogni cuore di mamma,
    lo ricoprirei di luce di stelle
    ed ogni mamma sarebbe un incanto di luce
    Agli occhi mesti darei
    luce di perle
    che accarezzando lieve le labbra
    le accende di sorriso
    e la luce, sarebbe sì forte
    da spalancare le porte
    di ogni cuore di mamma.

mercoledì 23 maggio 2012

I poeti maledetti di Francesca Montomoli

Maledetti da chi,
da cosa…
Dal sogno, dal destino,
dal tempo smarrito
dentro un rivolo
di sudore
fattosi rigagnolo
di pioggia e pianto
o dal riso distratto di un giorno beffardo
che si scordò d'Amore
e preferì Madonna Morte.
Maledetti dal fuoco
che d'ardore infinito
avvampa le notti
e negli oscuri postriboli
della memoria alberga,
stanando i topi del dolore
col folle vino
dell'illusione infranta
o dal sussurro di un vento
che mai si tace
e dona forza al canto
della loro voce.

C'è un silenzio di Maria Allo

c’è un silenzio antico nelle cose
sui crinali dei colli
nei limoneti
in fondo alle valli
intrecciate d’ortiche
grovigli di rami disseminati
erbe aromatiche
finocchi selvatici
menta e rucola
c’è un silenzio antico nelle cose
aspetta da sempre
sorregge radici di ulivi
nidifica nel forno sconnesso
tendo l’orecchio
a inseguire voci
che invadono segni
consonanze di parole lievi
librate nelle crepe
dei muri sconnessi
tra ciottoli e spini
dietro ogni siepe
c’è un silenzio antico nelle cose
estenuato da parole di sempre
in ogni angolo
della vecchia casa
nella speranza che tende la mano
inseguo tenacemente l’azzurro
con occhi spalancati
ma respirare cieli è un’altra cosa
E c’è un silenzio dentro le parole
che rimbalza distrattamente
mai al tempo giusto
muto nel dolore
un silenzio non ancora sfiorato
da venti lievi
come le mie ciglia
c’è un silenzio che nessuna parola
può penetrare senza fiatare
con mille nodi i suoni
ne infittiscono gli echi
segnati da erba calpestata
e rami che annaspano
al fruscio dei pioppi ansimanti
ma poi senti l’acqua del torrente
borbottare prima piano
poi sempre più incessante
parole e parole
c’è silenzio nel nido
di quei passerotti implumi
c’è silenzio nel buio che trasmigra certezze
nel rumore incessante dei dubbi
nelle pagine bianche
nei luoghi di frontiera
in questo tempo che se ne va
c’è silenzio anche nel fuoco
che divampa e zampilla
empiti di poesia
arde seguendo tracce
di odori suoni e colori
ma quante parole non dette
nel silenzio di tante parole

L'Attesa di Annalisa Simonte

Incontro di sguardi
dove si perdono i nostri desideri,
arrivano d'improvviso e ci avvolgono in un vortice.
Come calamite,
vicini senza toccarci,
sentir vibrare nell'aria
emozioni che ci appartengono.
Troppa gente ci circonda....
L'Attesa, un tempo interminabile
dove pensieri si accavallano,
sognare ad occhi aperti, le tue labbra
sulle mie morbide, vellutate.
Percorrere il tuo viso con un dito
ed iniziare il viaggio
d'attrazione fatale.
Attesa di baci, di carezze
di palpitazioni al cuore....
Nell'attesa tutto si trasforma,
dentro e fuori di noi.
Non serve piu' nulla ormai, ne' parole
ne' sguardi.
Siamo un corpo e un'anima vibriamo di passione
interminabile come l'Attesa.

Sentimento di Annalisa Simonte

Volteggiando nell'aria
si poggia su di me
e' un sentimento
che arriva da lontano, mi scuote
irrompe nel mio animo,
mi fredda
mi gela
mi ghiaccia
mi rende decisa...
E' ora,
son pronta a ripartire
le emozioni mi agganciano
mi attanagliano, mi soffocano
proiettano fuoco,
e' ora di verita'
per saziare la mia anima
il mio mondo
la mia vita.

Nel cuore di Annalisa Simonte

Un cuore innamorato
baciato dalla fortuna
sprigiona luce pura, immensa
attorno a se.
Non teme, non soffre,
non si confonde,
brucia di passione,
unico desiderio
donarsi all'infinito

Sogno di Annalisa Simonte

Candido sogno,
impossessati della mia mente,
inebriami col tuo profumo d'oltre vita
che' mai fu viva questa voglia
e mai cessera' nella mia anima che arde di passione
e forte insonnia per il desiderio
ormai incallito in me
onde la vita rende veritiera la speranza.

Arcobaleno di Annalisa Simonte

Arcobaleno di pensieri
si impossessa della mia mente;
penetrano,
si insidiano,
pongono domande
alle quali rispondere non so e
vibrano,
volteggiano,
scendon fino all'animo
pitturando lo scenario
della mia vita,
in un palcoscenico fiorito
dove un di' riposeranno stanchi.

In te di Annalisa Simonte

Voglio sentirti mio
nelle incertezze della vita
nel calore delle mie braccia
nel sogno del mio domani.
Voglio sentirti mio,
quando l'alba arrivera',
quando il chiarore di un'estate dentro di me esplodera'.
Voglio sentirti mio,
per donarti tutta me stessa
per accarezzare la tua anima calda,
per avvolgermi in te,
nel desiderio di
sentirti mio.

Lei di Annalisa Simonte

E lei chiuse gli occhi,
al tepore della sera
oltre quell'orizzonte
dove trovo' l'arcobaleno del suo sogno.
E lei chiuse gli occhi,
dinnanzi a se l'amore
ed un profumo di viole, a lei donate
e trovo' i sapori di una volta
ricordando l'eterno dolore.
E lei chiuse gli occhi
sorridendo
ad un tesoro immenso
portandolo via con se
dove nessuno mai osera' piu'
ostacolarla.
E lei chiuse gli occhi.... sorridendo all'amore.

Pensieri di Annalisa Simonte

Raccolgo i pensieri piu' belli
arrotolando la fantasia,
ne faccio un fascio di rose profumate
le dono a te principe della mia notte.
Custodiscili con cura,
son pieni di luce, di speranza,
si diffondono come musica
nel mio cuore,
ne colmano la parte migliore
dedicata a te.

Rondini di Annamaria Vezio

Il volto proteso
all'infinito bianco
lo sguardo allargato
e catturato
dalle rondini che volteggiano
incuranti
della pioggia copiosa
che scivola
cantando e ridendo sui loro corpi
L'anima si espande
nelle lacrime di gioia
del cielo
e tutto l'essere avvolge
le ali nere
E l'insieme,
rondine sulle ali di rondini
si libra
in questa spumeggiante
sera di primavera
E onde d'oceano
mi avvolgono
E cieli
mi abbracciano.
Volo.

Un cielo di pace di Francesco Ferro

Giornata uggiosa fredda e piovosa,
nuvole grigie sparse qua e la.
Il grigio non è solo dentro,
anche il cielo sembra una distesa
di angeli morti.
Trascino il mio pensiero
lo rivolgo al domani che verrà,
portando un raggio di sole
ad illuminar se stesso
con i colori della pace.
Pioggia che bagna, pioggia che segna,
ti sfiorano le gocce
solcano il tuo viso scivolando via.
Avrei tante cose da urlare a squarciagola,
ma preferisco sussurrarle a bassa voce,
vorrei poter dire molto di più,
ma rimango in silenzio avvolto dalla pioggia
che mi bagna, coperto solo dalla mia pelle.
Resto li immobile,
ad aspettare i colori della pace
ad illuminare il cielo

Strade di Pietra di Francesco Ferro

Pietra su pietra,
tra salite e discese
si rincorrono scolpite
da venti a volte leggeri
a volte sferzanti,
percorse da mille piedi
mille occhi e mille viandanti,
con rivoli d’acqua che scivolano
tra gli anfratti.
Il profumo di rose si confonde
con la brezza inondando le case.
E’ già tramonto,
pietra su pietra tutto torna,
tutto si rincorre,
tutto si ferma
e nella notte pian piano
tutto rinasce

Simbiosi di Sara Fabiani

Ricerco ferite dentro al tuo cuore
profonde cicatrici lo animano
ancora vivide e pulsanti di veleno.
In equilibrio tra il vivere e l'accettare
stanco di reprimere le speranze per timore di cadere
chiudi in te il dolore
disegnando un sorriso sul tuo viso.

Ma io vedo e sento
ciò che l'amore ha provocato
al tuo animo sensibile
poiché esso riecheggia nel mio.

Rivivo i battiti
e le emozioni
così simili alle mia.

Ed un abbraccio mite
come il sole d' inverno
ti dono
amico mio
per lenire
i graffi del disincanto.

martedì 22 maggio 2012

Il Giardino di Calliope offre l'opportunità ad Autori di Poesia, Narrativa, Fotografia e Pittura di realizzare una Antologia che raccoglierà le proprie opere, affidandole per la stampa, vera rilegatura e diffusione, ad una casa editrice che si è impegnata di agevolare gli Emergenti con lo spirito di Mecenate. Abbiamo quindi la possibilità di creare tale nostra Antologia e di offrire la Nostra Creatività al Pubblico.
A mio parere è un buon veicolo per andare Oltre il Virtuale.
Annamaria

domenica 20 maggio 2012

sabato 19 maggio 2012

Paura ed. 2003 copyright by Annamaria Vezio

Paura
non fai rumore
non acceleri il battito
ti affacci sul mio collo
silenziosa
come un cirro di nuvola
ti guardo
e divento muta
silenziosa
sei la tela bianca davanti ai miei occhi
la tela
su cui non so cosa dipingere.

venerdì 18 maggio 2012

Alberi e fronde fiorite

CLICCARE E LEGGERE, è IMPORTANTE
Nel Giardino di Calliope nascono opere che son fiori, fiori di Poesia, fiori di Narrativa, fiori di Pittura e di Fotografia. Alberi e fronde fiorite quando, dopo aver raccolto e composto un bel bouquet,  Pubblicheremo e Promuoveremo il nostro operato. Albero e fronde fiorite sarà la Nostra Antologia del raccolto nel Giardino di Calliope. 
Un alito di vento sfiori e accarezzi la vostra creatività.
Annamaria

giovedì 17 maggio 2012

Ti penso, a volte (Donna 2011)


Ti penso, a volte
e cado nel tappeto
che fu il nostro talamo
Mi prendesti,
mi prendesti seduta sul divano
sciogliendo l’azzurro dei tuoi occhi
nel liquido mio azzurro
Le mani sul mio viso,
le tue mani forti e grandi sul mio viso
come ali di mamma chioccia
sul corpo implume del pulcino
Grandi mani, le sentivo grandi
su di me, come ali
Come ali mi avvolgevi in te
Scendevano le tue mani
sulla curva del collo
disegnavano il mio collo
lo carezzavano
seguendo la linea delle spalle
e poi del seno
con tenerezza, guardandomi negli occhi
con gli occhi ardenti
Guardandomi negli occhi,
prendevi il mio corpo per rubarmi l’anima
e la rubavi
Ed io persa,
con l’anima nei tuoi occhi
che dai tuoi occhi colava nel tuo ventre
e lì restava,
languida mi dissolvevo e scivolavo sul tappeto,
mi dissolvevo
Avevi lo champagne
e due flute nelle tasche
bevemmo lo champagne
dai flute
e poi il tuo lo versasti
sulla linea del mio collo
a da lì lo bevesti
ma non eri ancora sazio
e lo volesti bere dal mio ventre
e poi più giù
dal delta del mio corpo
dalla cava del desiderio
Piano, piano,
piano mi prendevi
mi rapivi, mi prendevi
Mi prendevi fra le braccia
braccia forti, possenti
Mi avvolgevi come cielo di notte
come il cielo avvolge di notte
mari e promontori
Mi portavi all’estasi
e all’estasi andavi
Il mio corpo era tutto una carezza,
le tue mani erano la carezza
Ti penso, a volte ti penso
e cado nel tappeto
che fu il nostro talamo
Mai più, mai più
ci fu tappeto in casa mia.


martedì 15 maggio 2012

Amado mio



Quando il senso della vita
ormai era perduto
e nel sorriso dolce e stanco
baciavo la tristezza
scivolando lentamente
il mio passo sopra l’erba
che pure sorridente
carezzava il mio cammino
un riflesso nella luce
ha svegliato il mio silenzio
e, in una nube
di visi e di colori
assai stridenti
un corpo evanescente
e uno sguardo lento e ridente
han tagliato il mio sentire
portando il mio pensiero
oltre ogni utile sentiero
Una luce ed un riflesso
prepotenti hanno spaccato
i colori e la materia
sfuggendo a tutti i sensi
Chi è stato e cosa ha fatto
davvero non lo so
ma se il miracolo è risposta
ai bisogni della vita
allora sei tu, amado mio
il miracolo d’amore
che la vita m’ ha donato
forse stanca di seguire
due esseri infelici
che nel Cosmo si cercavano
E adesso siamo insieme
abbracciati nella notte
e nel momento del momento
Insieme, come sempre
già scritto era nel Tempo
che ora si rilassa
guardandoci indulgente
abbandonati l’uno all’altro
nel sorriso dell’Amore.

lunedì 14 maggio 2012

Destino ed. 2007 pubbl. Scrivere copyright Annamaria Vezio

Guardavo un po’ il destino
e lo sguardo mio batteva
sul chiaro di una luna
che ingannata colorava
d’azzurro la sua ombra
Confusa, poi pensavo
che il colore conoscevo
era quello dei miei occhi
che lo sguardo tuo scioglieva
Piangendo, ora mi fermo,
d’un pianto senza sale
né di lacrime fluenti
Su un sasso grigio e fermo
appoggio il mio silenzio
lo fisso e lo rimiro
d’azzurro non colora
né dintorni né silenzi
Gli sguardi che vedevo
imprigionati e audaci
son ombre dei miei occhi
che ciglia lunghe segna
sul grembo mio dormiente.

sabato 12 maggio 2012

Dove Andare di Giuseppe Buro


Cammino ma senza meta,
busso
e la porta del tuo cuore,
non mi da risposte,
vago
solitario nella nebbia
solo l’ombra mi conforta,
finirà questa attesa ?

Mi incammino in questo viale
che conduce verso il tramonto,
poi
arrivo fino al mare
da solo,
un senso di pace,
mi pervade e mi rincuora.

Miro l’orizzonte
e il mio sguardo,
si perde nell’azzurro del mare,
certamente escogiterò un modo
per potermi disinnamorare,
so bene che sarà dura.

Il corpo ha desideri contrari
quando l’impeto d’amore ti prende,
la ragione non l’ha mai vinta.

Cammino
tra le pozzanghere del tempo,
affondo nei miei pensieri,
sono conscio
che solo con la tenacia
riuscirò a uscire da questo pantano.

Scruto l’orizzonte,
ecco l’alba
il nuovo giorno mi appare
regalandomi un po’ di pace.

Giuseppe Buro

Stasera da "Donna" ed. 2002 copyright by Am Vezio

Stasera l’aria
è così dolce e piacevole,
è il suo movimento
che è respiro sulla pelle umida
Mi sento bene
come un bimbo seduto su un divano
accanto alla sua mamma
e come bimbo ho lo stupore
della vita
la perplessità
Stasera
sono un bimbo perplesso
che guarda la vita
la mia
La trama
è una mancanza di tempo
un orologio più veloce
nello scandire il tempo
Il mio tempo
è una scena lenta e muta
con un tic tac vorticoso
Fluttuo in un eterno e non riesco
ad afferrare la mia vita che corre
corre
Vivo un attimo che fluttua
anch’esso con me
ed ecco scompare
La gravità mi penalizza,
capisco che quell’attimo
era vita reale
So che c’era
volteggiava con me
ma
quando è caduto nella vita
si è perso
e non sono riuscita a riconoscerlo.