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Calliope

Calliope
Inno all'arte che nel nostro sangue scorre.

mercoledì 17 ottobre 2018

FAR LEGNA di Roberto Busembai


Dai pioppi irti e dritti che toccavano le nuvole,
s'intravvedeva un'ombra venir piano dal bosco,
era d'ottobre quando il prato è senza erba alta,
e tutto è giallo o rosso, o forse i primi di novembre,
nelle giornate fredde dal sole malato,
forse erano passati già i morti e si accendevano i primi caminetti,
con passo lento e pesante dal cesto che portava in spalla,
talvolta aveva le braccia ripiene,
erano legna per l'inverno che bussava alle porte,
per dare calore a noi che ancora
di calore ne avevamo bisogno più di quella sporta,
e chinava il capo coperto dal velo,
quasi a proteggersi una voluttà, il capello ancor nero.
E sul selciato di pietre lavate, con ancora i piedi nei sandali,
con le facce scurite dal sole d'estate e
dalle polveri di stalla appiccicate,
con due occhi grandi e brillanti,
si gustava lo scenario di vita normale,
e per noi erano tutti teatranti,
burattini per farci gioire.
Arrivava stanca e sudata, e posava stremata la legna,
poi al muretto cedeva una sosta,
e noi addosso a farle le fusa,
perché mamma è sempre una festa,
e lei mai da sopra ti scosta.
Dai pioppi irti e dritti che toccano il cielo,
dopo l'ombra veniva la soma ed un uomo,
con le ceste sul carro trainato dai buoi,
e si riuniva sull'aia già piena di sassi e bambini,
la famiglia per mettere in posa,
nel fienile la legna raccolta.
E dai pioppi irti e dritti che guardano in basso
tutto questo era allora normale,
tutto questo era ancora gioviale.
diritti riservati@Roberto Busembai (errebi)
Immagine dal web

2 commenti:

  1. Un enorme grazie......mi ha largamente commosso...questi sono gesta che rispondono delle vere amicizie e. Grazie di cuore Annamaria

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