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Calliope

Calliope
Inno all'arte che nel nostro sangue scorre.

giovedì 17 settembre 2015

TUTTO FINISCE di Alfredo Giglio ed. Encicl. Poesia Contemp. Fondaz. Mario Luzi

             
Tutto finisce e cade nell’oblio
Ogni sentir d’amore e d’odio antico
Ogni ricordo perde il suo calore
Se chi lo tiene dentro consacrato
Volge anch’esso alla morte destinato.
Il cigno canta prima di morire
E canta la cicala alla calura            
Mentre aspetta così la sua sventura.
Tutte le creature a questo mondo
Volgono il corso loro per finire
E passano nel buio più profondo,
Ch’accompagna il tempo vagabondo
Nel continuo eterno divenire.
Tu, pensoso virgulto che già miri
Il tuo riflesso nel lucente specchio,
Non aspettare di sentirti vecchio,
Corri nel vento or che acerbo sei
Come mela ch’al sole si colora
Ed il verme non l’ha bacata ancora,
Corri a godere la tua giovinezza
Pria di sentir di vita l’amarezza.
Assapora quel che nascondi in core
E godi le tue gioie in tutte l’ore
Senza aspettare l’alba, se la notte,
Ti regala, benigna anche l’amore.



 immagine: Angeli in ascolto Olio su tela 80 x 90 di Annamaria Vezio

mercoledì 16 settembre 2015

ROMANTICA CARROZZA Di Alfredo Giglio (da Enciclop. Poesia Contemp. Mario Luzi)


Odo scalpitar d’ungula ferrata
che più batte in un palpito serrato
sul quella strada di basalto nero
che mi ricorda ancor l’adolescenza,
età lontana, mai dimenticata.
Il tempo d’allorquando alla stazione
salivo su  romantica carrozza
che mi portava giù per l’abitato
fino alla casa in fondo alla borgata.
Ancora avverto quel rumor ferroso
delle ruote sul lastrico pietroso
e, come un’ode, risento la schioccata
dello staffile, che l’aria fende quieta
per incitar lo splendido destriero
quasi ad andar ver nobile maniero.
Sul comodo divan di crine assiso
godevo il dondolio dell’andatura
specie sul tratto della creta dura,
e dolce mi sovvien ora il ricordo
di quando il grande tetto già disteso
m’evitava d’essere d’acqua intriso
al giungere improvviso della pioggia,
ch’oltre a risvegliare tanfo di stalla
in ciel spandea l’odore dell’argilla.
Quanti ricordi nell’anima annidati
salgono lesti alla mente intorpidita
ed or fra fumi d’auto brulicanti
vile mi sento al par d’un mendicante.
Allora niuno era più povero di me
ma, sulla carrozza, mi sentivo un re.



ed. Enciclopedia della Poesia Contemporanea, vol.5° - Ed. 2014..Edita dalla Fondazione Mario Luzi

Un nuovo traguardo è stato raggiunto! Abbiamo il coraggio di essere felici.

Anche questa l'abbiamo fatta! E gira gira, corri e salta, quando c'è forte comunione di intenti, quando c'è rispetto e sincera amicizia, tutto si può.
Come non essere felici e orgogliosi del felice tandem? La palma va sopratutto ad Antonella Ronzulli​ che senza soste ha curato l'editing anche di questa nuova Antologia! Ragazzi, che forza che siamo!!!
Vs Am alias Elfa Tata <3

Il Bimbo che parla


Il bimbo che parla
la lingua dell' eterno
ha voce più profonda
che unifica ogni mondo
Dimensioni non han più contorni
l' uno e il tutto è stessa cosa
Non v' è colore
che abbia un nome
se non lo stesso
che è “colore”
Non v' è nebbia
che occulti il mondo
se non la luce che lo palesi
Ogni voce ha stesso suono
se pur di note assai diverse
E' Armonia il probo incontro
d' ogni colore e d' ogni nota
che il Bimbo che parla
ha voce - sempre più profonda
che unifica ogni mondo.


olio su tela 60x70 Vita collezione privata Annamaria Vezio

D.L. 22/4/41 n. 633 (D.L 22/5/2004 n.128) su testo e immagine

martedì 15 settembre 2015

Haiku di Giusy Grasso


  1. Uomini soli
    figli d’un dio minore
    lambisce il mare.

    Giusy Grasso (03.10.2013)

    • haiku dedicato alle vittime del naufragio a Lampedusa

"Portami con Te" Giuseppe Buro

  1. Facciamo l’amore questa notte, 
    dimentichiamo ogni cosa, dammi
    il tuo sorriso, di baci coprimi e
    fondiamo i nostri corpi,
    in un immenso abbraccio.

    Incatenati al mio corpo, follia e piacere
    arrivino fino alle porte dell’alba,
    restiamo abbracciati amore, accendi
    questo fuoco e vola,
    vola con me e l’anima assetata placa.

    Ti porterò sulle nuvole d’oro sentirai
    il calore e la durezza del mio amore,
    consegnami la tua essenza.

    Sento il tuo respiro frenetico, mentre
    il sudore cade goccia a goccia sulla mia
    pelle,non farmi patire oltre ma lasciami
    un ricordo perenne.

    @ Giuseppe Buro

NASCE LA VITA di Alfredo Giglio


Vita che fosti incerta in universo
ed aria ed acqua catturasti insieme
fra dense nubi partorite in terra,
ai giorni alterni con la notte esisti,
pieni di pluvia ed alitar di vento
nel sempiterno divenir del tempo.
Vita che fosti madre di mia madre
ed ora scorri in me più tormentosa,
che voce mi donasti al primo pianto
presto mi lascerai col cuore immoto
e gli occhi dagli umori prosciugati.
In te senso di pace e di dolore
albergarono insieme più malvagi
e la gioia nel suo corso fu funesta
tu, genitrice di selvaggi dei,
e d’alberi fronzuti alla tempesta.
Alla luce venisti sotto il sole
in pascoli d’acque putrescenti
e dalla quiete calda di limaccia
traesti per magia la neve ghiaccia.
Al lume tuo sgorgò l’umor maligno
e generasti l’odio con l’amore,
che vennero fra loro alla tenzone
che gli animi squarciò votati al gelo.
Ora che sovrasti sul pianeta terra
e, sfidando anche il tempo, ti rinnovi
sali più alta a prendere il tuo posto
ch’al Ciel piace, tal che l’energia
che t’alimenta più non resti occulta,
per regalare all’anima armonia.



Poesia edita in "Enciclopedia della Poesia Contemporanea, vol.5° - Ed. 2014..Edita dalla Fondazione Mario Luzi"
immagine: olio su tela 60x70 produzione privata Annamaria Vezio, anno 1972
D.L. 22/4/41 n. 633 (D.L 22/5/2004 n.128) su testo e immagine