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Calliope

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Inno all'arte che nel nostro sangue scorre.

domenica 11 gennaio 2015

Recensione a Marcella Stasio e “Un giorno credi...”

Voglio parlare di un libro speciale come speciale è l'Autrice, ma prima di entrare nel merito dell'opera è indispensabile spendere due parole sul panorama culturale che mi e ci ha condotto qui oggi, in questa libreria che come tale è emblema di Cultura.
Noi italiani, è risaputo, siamo un popolo creativo riconosciuto a livello internazionale sia per la scrittura che pittura e scultura, l'Arte è il nostro forte, il nostro riscatto nazionale.
Molti di voi sono a conoscenza che ho gradualmente abbandonato le presentazioni di nuovi autori, e questa è una scelta, una sorta di reazione alla “troppa” scrittura e poca “lettura”. Se come dicevo, l'Arte italiana è riconosciuta in ogni paese del mondo, noi, gli italiani contemporanei, ci pregiamo di essere “conosciuti” e basta, è sufficiente coltivare il proprio orticello e bearsi di guardarlo e farlo guardare senza porgere nessun frutto all'altro ma con la sola brama che sia divulgato il nome, non importa se quel che abbiamo da dire non ha nulla da donare e spesso è perfino mal composto, importa solamente che il nostro nome sia evidenziato in lettere cubitali, e niente più. Siamo nel labirinto della writermania. Ecco, non mi interessa più scoprire un nuovo scrittore che ha come fine gloriarsi di se stesso perché ha scritto qualcosa e quindi può vantare in facebook di esserlo, allagando chicchessia con offensiva vanagloria. Dalla cultura italiana contemporanea, pretendo di più, pretendo validità, motivazione, fine. Ho accettato di presentare il libro di Marcella Stasio esclusivamente perché la sua opera ha tutte e tre le peculiarità, e di più, molto di più.
È sì una autobiografia, ma non fine a se stessa, l'Autrice fa di sé il messaggero, la testimone, la prova lampante che la vita va vista con ottica nuova, o forse antichissima, nessun male ha diritto di deturparci l'esistenza. La malattia degenerativa può accanirsi e costringerci a modificare o deviare il nostro percorso di vita, ma non ci potrà mai obbligare a fare di noi larve umane senza possibilità di riscatto. Marcella Stasio è qui, viva e pregna di voglia di vivere, eppure nel suo libro troveremo una Odissea forse non terminata, ma è la potenza interiore dell'Autrice che deciderà ogni volta se soccombere alle “prove” o vincerle e rialzarsi più forte e battagliera di prima, potrà non avere l'aiuto di un fisico sano, ma ha un assistenza superiore, oltre l'umano pensiero. È forte il messaggio di Marcella in “Un giorno credi...” è realtà, nessun messaggio metafisico su come affrontare la vita e i suoi nodi, ma un vero e proprio vademecum di un essere umano in carne e ossa con le sue paure, i suoi dolori fisici, i disagi sociali, le lunghe soste in istituti ospedalieri, interventi protesi fisioterapie, e poi daccapo, e ancora e ancora.
Come non poteva essere importante per me presentare “Un giorno credi...”.
È una storia vera di una giovane donna vera che vuole dire, a tutti coloro che come lei stanno affrontando la stessa malattia degenerativa, o qualunque altra, ma prepotentemente urlando: “ce l'ho fatta, ce la sto facendo, ce la puoi fare!” Si può vivere la vita vivendo la vita (chiedo venia per l'uso smisurato dello stesso verbo e aggettivo, mi occorrerebbe un rafforzativo ancora per rendere l' idea), dicevo, e ci credo, che si può vivere la vita vivendo la vita. La vita, questo complesso fenomeno per cui gli organismi sono in grado di accrescersi, riprodursi e reagire agli stimoli affinché possano mantenersi le caratteristiche chimico-fisiche: l' omeostasi. Marcella non giova di questi fenomeni, ella è assoggettata ad una malattia autoimmune, ma vi è un fattore eccezionalmente importante affinché giunga l'equilibrio laddove non c'è: l'energia, che non ci perviene solo dalla nutrizione o dai medicamenti e cure come si conviene, ma quell' energia che si potenzia esponenzialmente con lo spirito, che sia spirito di volontà o dell'io interiore e superiore, sarà l'Autrice a dircelo, nella mia umile considerazione, sono certa che è questa la potenza che ha portato qui Marcella, e tutti noi a suggere da lei insegnamento. La testimonianza di questa giovane donna è per me e per tutti coloro che conoscono il contenuto di “Un giorno credi...” La Porta Aperta alla Vita.
Auguro di cuore alla fantastica Marcella che le sue parole giungano ad orecchi attenti e possa essere coadiuvata a perseguire i fini che il suo libro si è posto: sensibilizzare alla prevenzione e ricerca, aumentare l'attenzione verso le esigenze comuni dei cittadini disabili per migliorarne la possibilità di movimento e autonomia, e ultimo solo per la posizione delle righe: portare luce in ogni animo con il corpo marchiato affinché sappia che ogni goccia di vita è attimo di suprema ricchezza, degno di essere vissuto e porto all'altro come rugiada preziosa.
Onorata di essere stata presente durante il travaso di preziose gocce di rugiada, avvolgo col calore del mio cuore Marcella, splendida creatura, fonte di vita.
Grazie di esistere.

AnnamariaVezio


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